L'orologio
L'orologio Un'altra mattina. La solita banchina. Poche anime che come lui si alzavano presto per andare al lavoro. Il treno era come sempre in ritardo e lui era immerso nei consueti pensieri quotidiani. Era un uomo realizzato: un buon lavoro, una moglie devota, un figlio che adorava. Eppure si sentiva incompleto, irrealizzato. Come se, mentre era intento a prendere un treno tutte le mattine, avesse a un certo punto perso il treno della propria vita. E mentre guardava le stanche lancette dell'orologio appeso al grigio muro della stazione, pensava a come sarebbero state le cose se avesse preso altre decisioni e fatto scelte diverse. Quel vecchio oggetto era l'incarnazione dei suoi rimpianti: l'uomo lo pregava ogni mattina di dargli una seconda scelta, di farlo tornare indietro di venti anni, mantenendo inalterate la sua coscienza e le sue esperienze. Sarebbe voluto ritornare a un periodo in cui si sentiva pronto ad affronta...