venerdì 6 maggio 2016

Person of Interest, più bel telefilm degli ultimi anni

C'è poco da fare,
quando un telefilm ha una trama interessante, dei personaggi ben concepiti e delle storie che vanno al di là del "case of  the week" ed abbracciano un arco temporale ampio e con uno sviluppo non lineare e ricco di colpi di scena e trovate sorprendenti non si può fare a meno di parlare di capolavoro.
Dietro tutto questo naturalmente non poteva che esserci un geniaccio come J.J. Abrams, già autore di Alias, Lost, del nuovo Star Trek cinematografico e di altre serie e film, qui nelle vesti di produttore, mentre il deus ex machina è Jonathan Nolan, fratello di quel Christopher che tanto ha dato all'immaginario cinematografico, che comprende la trilogia del Cavaliere Oscuro (a.k.a. Batman) o altre "perle" come Memento o Inception.
Ma torniamo al telefilm in questione. Diciamo che strizza l'occhio a chi ha all'incirca una quarantina d'anni e che ha assistito all'evoluzione dei computer da quando era bambino ed erano delle semplici scatolette con poca memoria e funzioni limitate fino ai moderni megaprocessori che fanno miliardi di operazioni al secondo e gestiscono più applicazioni alla volta senza (apparentemente) il minimo sforzo.
Ebbene per chi come il sottoscritto ha visto nei primi anni '80 film sulla deriva delle cosidette intelligenze artificiali, con esiti per lo più catastrofici, vedi "Wargames" con il computer che gioca a Risiko con un ragazzo puntando i missili veri verso l'Unione Sovietica o la serie di "Terminator" con il suo Skynet che capisce che il vero problema del pianeta è l'umanità e decide di eliminarla creando i robot del titolo, per chi ha questo background sui pericoli del lasciare troppo potere decisionale ad organismi che non sono umani, questo è il prodotto giusto.
Il geniale Finch sviluppa una di queste intelligenze che si resetta ogni sera per non diventare troppo "esperta" e che con i suoi algoritmi permette di anticipare i crimini che capitano nella città di New York, monitorando le persone comuni tramite le telecamere presenti in ogni dove. Tale intelligenza fornisce quotidianamente un codice di previdenza sociale che spetta poi a Finch decifrare per capire se si tratta di una possibile vittima o di un carnefice.
Sfortunatamente il nostro programmatore, a seguito di un incidente che lo ha menomato e che ha ucciso l'altro ideatore della macchina, non ha le capacità fisiche e la prestanza necessarie per proteggere o fermare la persona che il sistema ha indicato e qui entra in gioco John Reese, un ex militare che all'inizio della serie è un homeless che si aggira senza meta per la metro di N.Y. ma che dietro un aspetto dimesso nasconde delle capacità non comuni. Reese viene reclutato da Finch insieme al detective Fusco, a Root, una simpatizzante della macchina pazza come un cavallo ed altri personaggi magistralmente concepiti nelle loro sfumature e nella loro umanità, che costituiscono il fulcro e il collante di tutta la vicenda, che a un certo punto assumerà anche dei toni "dark" quando si aggiungerà una seconda intelligenza artificiale, nota come "Samaritan", molto più paranoica e perversa di quella ideata da Finch (anche perchè non si resetta!) e che vedrà i nostri come delle minacce da eliminare.
E ci troviamo proprio in questa situazione all'inizio della quinta stagione, che sarà anche l'ultima, con solo 13 episodi che ci separano dalla fine di questa avventura che per me è stata davvero entusiasmante. E' iniziata un pò sottotono, quasi fosse una serie minore, senza molte pretese, ma la capacità degli sceneggiatori di aggiungere sempre nuove variabili e di creare una trama articolata ha reso la serie estremamente godibile ed interessante, lasciando nello spettatore la voglia di capire cosa capiterà e quali conseguenze avranno le decisioni dei protagonisti.
Non si può definire come una serie di fantascienza in senso stretto ma sicuramente veicola dei messaggi interessanti che sono estremamente attuali, il più importante dei quali è sicuramene la paranoia americana post 11/9 per il controllo delle comunicazioni e dei messaggi che vengono scambiati sul suolo nazionale e che ha portato negli ultimi anni a numerosi dibattiti e prese di posizioni quantomeno discutibili. Questa serie porta alle estreme conseguenze il concetto di violazione della privacy, per cui nessuno può ritenersi immune dall'essere monitorato e controllato ogni ora del giorno e della notte, nell'ottica che bisogna utilizzare ogni mezzo per sventare le possibili minacce terroristiche alla sicurezza dei bravi cittadini.
Il problema consiste nel fatto che il potere decisionale sulla gravità di una possibile minaccia è attribuito finzionalmente ad una macchina, che per quanto possa essere ben programmata non ha l'umanità necessaria a garantire che venga fatta la scelta migliore, non tenendo conto solo delle variabili oggettive.
In ogni caso consiglio a tutti la visione di questo bellissimo telefilm, spiace soltanto che si sia arrivati alla fine di un lungo viaggio inziato cinque anni fa e che lascerà  sicuramente traccia nell'immaginario colletivo per la lungimiranza con cui ha affrontato alcune questioni che saranno sicuramente di pubblico dominio nel prossimo decennio.

Aggiornamento (22/06/2016)

Purtroppo la serie si è conclusa... Gli ultimi 13 episodi sono stati ricchi di trovate e colpi di scena e non si può certo dire che ci sia stato un "happy ending", visto che alla fine alcuni dei personaggi principali sono periti nel disperato tentativo di fermare Samaritan. La stessa "macchina" ha tirato le cuoia per permettere di porre fine al dominio dell'intelligenza artificiale antagonista.
Devo dire che mi è scesa più di una lacrimuccia quando sono scorsi i titoli di coda dell'ultimo episodio ma non posso dire che l'epilogo mi abbia sorpreso più di tanto, in quanto è stato fondamentalmente coerente con il tono generale della serie, chiaramente ispirato all'ineluttabilità del destino e al fatto che, per quanto ci sforziamo, le nostre azioni, seppur percorrendo strade diverse, ci condurranno sempre alla destinazione che il fato ha deciso per noi. E questo è ben rappresentato da un episodio dove la macchina ricrea virtualmente le vite dei suoi "asset" cancellando la propria esistenza e l'impatto che essa ha avuto nelle loro scelte. Come si vedrà molti dei personaggi andranno comunque incontro alla sorte che era destinati a subire, seppur con motivazioni e stati d'animo profondamente diversi.
Se qualcuno potesse pensare che abbia cambiato idea rispetto alla serie, niente di più sbagliato! Continua ad essere un capolavoro che merita di essere visto (ed apprezzato) dal grande pubblico.





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