martedì 5 aprile 2016

Noi padri di oggi

Come passa in fretta il tempo e come trascorrono gli anni velocemente...
Non si tratta di un discorso "da vecchi", nè di un adagio per riempire qualche vuoto di conversazione.
Siamo destinati tutti a crescere, a diventare grandi, questa è la vita, è inesorabile.
Ma se ci voltiamo solo un attimo indietro e pensiamo a come eravamo solo pochi anni prima, a volte sembra che sia davvero passato un secolo per tutto ciò che ci è capitato.
Non voglio però apparire più nostalgico di quanto già sono.
Vorrei solo fare una riflessione su come sono cambiati i genitori (e in particolar modo i padri) negli ultimi quaranta anni, che è poi il periodo a cui posso fare riferimento per esperienza personale.
Purtroppo sono uno di quelli che hanno perso il papà troppo presto (avevo solo 26 anni e lui 50) però posso dire che mio padre era già uno di quei genitori moderni, un pò come siamo noi ora, i padri degli anni 2000.
Intanto non si faceva chiamare papà ma Attilio e già questo lo rendeva diverso dagli altri padri. In più era molto più giovane di quanto sono ora nei confronti di mio figlio, mi aveva avuto che aveva appena 24 anni (e mia mamma 23), quindi molto prima rispetto agli standard attuali.
Poi mi ha trasmesso la passione per i videogiochi in un periodo in cui pochi adulti ci giocavano, quindi era moderno anche in questo. In me ritrovo di lui la grande generosità, a costo di privarsi delle cose essenziali per darle a me e mio fratello (e questo naturalmente vale anche per mia madre) e la voglia di essere complice più che una figura autoritaria (in effetti non mi hai mai picchiato ad eccezione di una volta che mi ha dato uno schiaffo sulla gamba perché avevo dato una martellata in testa a mio fratello).
Non era tutto rosa e fiori, ha anche fatto tanti sbagli e preso delle decisioni discutibili ma tutto ciò che ha fatto è sempre stato per farci stare meglio, nella sua grande ingenuità che le cose sarebbero migliorate.
Purtroppo così non è stato e abbiamo pagato le conseguenze delle sue scelte che però sono sempre state fatte con il cuore.
Inoltre avevamo due caratteri molto diversi, quasi agli antipodi e a volte era difficile che andassimo d'accordo. Io ero molto timido e riservato, lui un guascone espansivo e cordiale con tutti. Inoltre io avevo scarsa fiducia nelle mie capacità, mentre lui riusciva sempre a vendersi benissimo, indipentemente da quale fosse il suo interlocutore.
Ora non c'è più da tanti anni e a volte mi manca ma cerco di imparare dalle lezioni che mi ha dato per non commettere gli stessi suoi errori.
Ciao papà...
(continua)

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